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Agricoltura del XXI secolo

Come soddisferemo i bisogni di una popolazione in aumento?

Con sempre più bocche da sfamare e sempre più risorse necessarie per produrre cibo, una domanda ricorrente è: come faremo a garantire la sicurezza alimentare per quasi 8 miliardi di persone? Quali nuove tecnologie possiamo usare per aumentare l’efficienza del sistema alimentare globale? Quali nuove aziende emergenti sconvolgeranno il mercato esistente di aziende e attori affermati? E come sarà la nostra agricoltura alla fine del XXI secolo?

Popolazione in crescita

La popolazione mondiale sta crescendo sempre più velocemente. In associazione a questa crescita anche la richiesta di risorse aumenta, e la sua velocità è ancor più allarmante. L’entità del fenomeno è tale da aver portato gli esperti a definire l’ Earth Overshoot Day (EOD), ovvero il giorno dell’anno in cui la domanda di risorse naturali dell’umanità supera la capacità di rigenerazione degli ecosistemi terrestri in un anno. Nel 2021, l’EOD (1) è caduto il 29 luglio. In netto anticipo rispetto all’EOD dell’anno scorso, caduto il 22 agosto 2020 (forse a causa delle restrizioni imposte dell’emergenza pandemica cui è conseguita una riduzione dei consumi).

Agricoltura convenzionale, tra le industrie con maggior impatto sulla crisi climatica

Il sistema agroalimentare può essere considerato una delle più grandi pressioni antropiche esercitate sul nostro pianeta. E’ responsabile di circa il 26% delle emissioni globali di gas serra al quale vanno necessariamente affiancati altri problemi quali l’esaurimento dell’acqua, la resistenza delle colture ai pesticidi e gli innumerevoli danni causati al suolo ad opera di sistemi produttivi intensivi basati sulle monocolture. Questi sono solo alcuni dei problemi che sta affrontando l’agricoltura moderna(2).

Ma la speranza è l’ultima a morire!

Nuove forme di agricoltura innovativa stanno emergendo e il loro obiettivo consiste nel ridurre considerevolmente i danni ambientali, preservando le risorse e aumentando l’efficienza produttiva. Il risultato sarebbe quello di sostenere i bisogni della popolazione mondiale nei prossimi decenni.

A questo punto, immaginate di poter coltivare su una data superficie una quantità di cibo fino a 400 volte superiore, con cicli riproduttivi dimezzati rispetto all’agricoltura tradizionale e che non necessità di essere lavato grazie alle condizioni di sicurezza alimentare in cui è prodotto(3). Sembra troppo bello per essere vero?

Tra i sistemi agricoli moderni che si prefiggono tal obiettivo sicuramente primeggia l’agricoltura verticale. 

Coltivando differenti cultivar su scaffalature verticali all’interno di appositi spazi chiusi, come magazzini o edifici di diversa natura, si massimizza la riduzione nell’uso dei terreni agricoli e si ottengono le condizioni ottimali per la crescita delle colture. Queste condizioni sono favorite anche grazie ai metodi colturali applicati come acquaponica ed idroponica, che non utilizzano suolo. La storia di questo sistema agricolo inizia nel 1915, quando all’agricoltura verticale in idroponica fu associata la convinzione di poter ottenere vantaggi economici ed ecologici (4).

In seguito, l’idea di sviluppare una produzione verticale cadde nel dimenticatoio per svariati decenni per poi tornare in auge negli ultimi anni, a causa delle gravose condizioni ambientali registrate nel nostro secolo.

Cosa rende il vertical farming speciale

– Meno acqua: Uno dei principali vantaggi dell’agricoltura verticale idroponica risiede nella possibilità di ridurre il consumo di acqua fino al 95% rispetto ai metodi di coltivazione tradizionali. Non male considerando che l’acqua dolce è una risorse che scarseggia e che l’agricoltura è responsabile del 70% del suo utilizzo. I sistemi idroponici, come anticipato, consentono di coltivare differenti ortaggi senza suolo, fornendo direttamente alle radici i nutrienti e l’acqua richiesti per crescita e sviluppo(4)

– Zero pesticidi e produzione locale:  Le condizioni controllate di luce e temperatura, fattori che intervengono nella crescita delle piantine, consentono l’ottimizzazione di quest’ultima e garantiscono cicli produttivi continuativi per tutto l’anno. Inoltre, la possibilità di coltivare anche e soprattutto nelle grandi città, riduce i tempi di trasporto garantendo al prodotto di conservare livelli di nutrienti e freschezza superiori.

Due facce della medaglia

L’agricoltura verticale sembra essere una soluzione piuttosto promettente ai nostri problemi di produzione alimentare globale, tuttavia ci potrebbero essere anche alcuni svantaggi. L’allestimento e il funzionamento di una farm indoor possono potenzialmente causare più emissioni di CO2 rispetto a una fattoria tradizionale. E il fatto che ogni scaffale debba essere alimentato individualmente con la luce, causa un’ulteriore richiesta di energia elevata. Insieme ai necessari sistemi di ventilazione, raffreddamento e riscaldamento delle vertical farm, i costi del prodotto finale rischiano di essere piuttosto alti.

Questa potrebbe essere una delle sfide più grandi al momento (3): attualmente possiamo coltivare solo una piccola gamma di verdure e ortaggi a foglia in modo efficiente e redditizio. È importante per noi essere consapevoli di questi rischi e da Buoono, la nostra missione è quella di ridurli, e produrre cibo con un impatto positivo sul clima, ad un prezzo ragionevole!

Risolvere le sfide

È possibile affrontare queste sfide costruendo vertical farms con energia da fonti rinnovabili e utilizzando un’illuminazione LED ottimale invece di far risplendere l’intero spettro luminoso sulle piante. Questa pratica utilizza solo un quinto dell’energia e può portare a tempi di crescita più rapidi, oltre a ridurre il fabbisogno energetico e i costi. Coltivare colture che hanno bisogno di meno luce in generale, come ad esempio i microgreens, può aiutare ulteriormente a ridurre l’energia. 

Buoono crede nel futuro dell'agricoltura verticale

Anche se le emissioni e le richieste di energia potrebbero essere inizialmente più elevate per le vertical farm indoor, i vantaggi di risparmiare fino al 95% di acqua, di non dipendere dall’uso di pesticidi e di aumentare le rese per metro quadrato superano di gran lunga queste sfide che, a tempo debito, saremo sicuramente in grado di affrontare. Ecco perché noi di Buoono crediamo che l’agricoltura verticale possa essere la soluzione al nostro problema di insicurezza alimentare globale, producendo verdure nutrienti senza pesticidi vicino alle persone che apprezzano il cibo sano e coltivato localmente.

Fonti:

  1. Overshootday (2021). Earth Overshoot Day Falls on July 29. Retrieved June 2021, from https://www.overshootday.org
  2. Ritchie, H. (2019). Food production is responsible for one-quarter of the world’s greenhouse gas emissions. Our World in Data. Retrieved from https://ourworldindata.org/food-ghg-emissions
  3. Our Changing Climate (2021). Does Vertical Farming actually work? Retrieved from https://www.youtube.com/watch?v=V605mb9Fr-M&t=638s
  4. Galileo (2018). Der Bauernhof der Zukunft: Was macht ihn so besonders? | Galileo | ProSieben. Retrieved from https://www.youtube.com/watch?v=0_fw5ADGYw8 (GERMAN SOURCE)

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